Napuletang

Michele Vietri - voice

Marco Fabbri - bandoneon

Massimiliano Tagliata - piano

Silvia Tarozzi - violin

a project of crossover over Atlantic with some very sad melody on board and a lot of controtempo on hand

Tango del SurIl tango è nostalgia allo stato puro, desiderio violento di tornare, malinconia per le cose che non si rivedranno più. Per renderla sopportabile non rimane altro che inscenare la propria vita, ricostruire la propria identità, esorcizzarla rappresentandola. Il verbo degli emigranti è tornare ed è anche il titolo di una canzone di Carlo Gardel, emblema del tango, Volver. Il ritorno è la chiave di lettura di questo progetto che intende attraversare l’atlantico come facevano i nostri emigranti fino alla metà del secolo scorso e ritornare con un improbabile anacronismo in patria,con una cultura musicale che finalmente diventa una forma di resistenza umana.

La capacità melodica de “los tanos” (come venivano chiamati a Buonos Aires gli italiani – termine derivato non da italianos ma bensì da napoletanos) fu alla base della creazione di questa musica dell’esilio e oggi con la mondializzazione di questo fenomeno musicale il tango torna ai lidi d’origine,una volta che il mondo è totalmente cambiato ma la condizione dell’uomo sconfitto, dell’individuo della solitudine e della diaspora perenne non è assolutamente riscattata anzi è ancor di più schiacciata dalla globalizzazione culturale, selvaggia e massificante.
Come se avesse il potere taumaturgico di rimandare indefinitamente l’incontro con la realtà o di inventare una realtà parallela, il tango tallona gli emigrati di ieri e gli esiliati di oggi, convalescenti del passato, si ritrovano in una condizione di continuo sfasamento con ciò che accade.

Il lungo viaggio attraversa i luoghi storici della musica e della letteratura del tango per approdare definitivamente alla canzone classica napoletana risvegliata o sconvolta dal ritmo inconfondibile del tango e dai suoi modi di arrangiamento musicale. Come se i due generi si potessero incontrare in una nuova forma situata in una terra di nessuno, senza confini: un luogo dell’anima vagante.
Una musica che è consumata esattamente nell’interludio tra la mancanza e la pienezza, essendo una forma di sopravvivenza, una maniera di riconoscersi e di rappresentarsi, di esorcizzare la nostalgia, l’abbandono, il senso di estraneità.

Il cantore e affabulatore di questo viaggio è Michele Vietri, artista eclettico e capace di suggestioni e armonie sceniche che non lasciano indifferenti, accompagnato alla fisarmonica da Massimo Tagliata, musicista di jazz raffinatissimo che da anni sta elaborando una propria specificità esecutiva del tango.

Info: tango_del_sur@michelevietri.it

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